L'ascolto

I popoli europei nel creare tra loro un'unione sempre più stretta hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato "sull'interpretazione comune dei valori".
Consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l'Unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà; l'Unione si basa sui principi di democrazia e dello stato di diritto. Essa pone la persona al centro della sua azione istituendo la cittadinanza dell'Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
L'Unione contribuisce al mantenimento e allo sviluppo di questi valori comuni, nel rispetto della diversità delle culture e delle tradizioni dei popoli europei, dell'identità nazionale degli Stati membri e dell'ordinamento dei loro pubblici poteri a livello nazionale, regionale e locale; essa cerca di promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile e assicura la libera circolazione delle persone, dei beni, dei servizi e dei capitali nonché la libertà di stabilimento.
A tal fine è necessario, rendendoli più visibili in una Carta, rafforzare la tutela dei diritti fondamentali alla luce dell'evoluzione della società, del progresso sociale e degli sviluppi scientifici e tecnologici.
La presente Carta riafferma, nel rispetto delle competenze e dei compiti della Comunità e dell'Unione e del principio di sussidiarietà, i diritti derivanti in particolare dalle tradizioni costituzionali e dagli obblighi internazionali comuni agli Stati membri, dal trattato sull'Unione europea e dai trattati comunitari, dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, dalle carte sociali adottate dalla Comunità e dal Consiglio d'Europa, nonché i diritti riconosciuti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee e da quella della Corte europea dei diritti dell'uomo.
Il godimento di questi diritti fa sorgere responsabilità e doveri nei confronti degli altri come pure della comunità umana e delle generazioni future.
dalla "CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UNIONE EUROPEA", Preambolo

Nel file PDF trovate un significativo articolo sull'Ascolto dell'Adolescente. Buona lettura!

Spunti introduttivi generali

Solo negli ultimi decenni, l'ordinamento giuridico ha riconosciuto totalmente al minore i diritti della personalità.

Rispetto all'istruzione, l'attività di educare è più ampia e coinvolge ogni attività necessaria allo sviluppo del minore.

Il diritto di essere ascoltato e il dovere di tenere conto dell'opinione espressa, costituiscono due fondamentali pilastri sui quali poggia, attualmente, specie il rapporto genitori figli. L'ascolto è soprattutto un dovere del minore, atteso che soltanto esplicitando i propri pensieri, le proprie riflessioni, i propri sentimenti, i propri problemi, egli può esser certo di aver posto i genitori nella condizione e nel conseguente dovere di capire.

Infatti l'adolescente segue il criterio del massimo vantaggio.

Cartesio affermava fosse necessario liberarsi dall’infanzia come ci si libera dal male.

La nostra Costituzione, che pure nasce in un contesto storico tra i più terribili della storia dell'Umanità, considera la vita umana come costruzione della vita sociale. La persona rappresenta il fine supremo dell’esperienza comunitaria.

Abbiamo percorso un significativo tratto di strada, dalla "banalità del male" (l'enigma di Hannah Arendt) al rispetto dei diritti umani, all'evoluzione normativa e legislativa.

Il male estremo non resta relegato nei responsabili dei massacri, appare una realtà sempre presente, in agguato nella pigrizia mentale, nell'inattività sociale e politica, nel delegare le scelte di vita ad altri da noi, nell'alibi morale della verità. Coloro che sono sfuggiti a questo mecanismo dimostrano, con la loro vita, il loro esempio e spesso il loro sacrificio, che quella capacità di giudiio che ci esime dal commettere il male non deriva da una particolare cultura, bensì dalla capacità di pensare. E dove questa capacità è assente là si triva la "banalità del male". Pensare e formarsi una coscienza etica che non piega la nostra libertà alle imposizioni distuttrive significa rinforzare il sacro diritto al bene.

Se vero che “ogni morte di uomo mi diminuisce perché io partecipo dell’umanità“ (come scriveva John Donne), la solidarietà è fondamentale proprio per ridurre le onnipotenze e consentire un “autentico incontro di vita con vita” e diritti effettivamente garantiti.

I “nuovi malati sociali del domani” sono i poveri della nostra società. Meritano di essere ricordate le parole di Aldo Moro:

Una Costituzione la quale, dopo aver affermato che ragion d’essere e criterio di misura di ogni potere e attività sociale è l’uomo, omettesse di garantire il diritto e il raggiungimento della libertà responsabile dell’uomo cosciente di sé e del mondo, sarebbe in contrasto con se stessa.