Avvocato Anna Di Domenico

Mediazione familiare e difesa dei soggeti più deboli

Interventi per i non abbienti

L’articolo 24 si può definire come una delle norme straordinarie della nostra Costituzione, esso rappresenta “il filtro” attraverso il quale “TUTTI” indistintamente hanno diritto alla tutela giurisdizionale. Infatti, così recita: 
«Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi». «La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento». 
E’ evidente il richiamo all’Art 3 Cost:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale  e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso , di razza, di lingua , di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali (uguaglianza formale).
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” ( uguaglianza sostanziale).
Ma si pongono non poche problematiche, che non riguardano solo situazioni nelle quali la parte più povera ( si pensi una donna che non lavora con 2 figli e un marito che non versa il mantenimento) è in una condizione oggettiva di maggiore svantaggio, ma si pensi ad un povero che vive anche altre condizioni di disparità, non solo economiche.
Significativa un’affermazione di Calamandrei:”  nonostante la loro uguaglianza giuridica, le parti si trovano spesso nel processo in condizioni di disparità di cultura e di intelligenza: se dovessero difendersi da sé, la parte meno intelligente e meno colta si troverebbe alla mercé della parte più istruita e più esperta: e nel processo penale l’innocente incapace di esporre con chiarezza le ragioni della sua innocenza si troverebbe, assai più del colpevole scaltro, alla mercé dell’accusatore”.
IL DIFENSORE E’ IN UN CERTO SENSO IL RIEQUILIBRIO PROCESSUALE  LA GARANZIA DEL RISPETTO DEI DIRITTI DELLA PERSONA.
Si pensi anche al coordinato disposto di altre norme che fanno riferimento sempre e comunque allo Stato sociale (es. Art 38 Cost).
Quindi, art 24, 3 comma: «sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione»,
ciò che si può verificare è uno squilibrio tra mezzi e bisogni, ossia uno squilibrio tra la capacità economica di un soggetto e il costo necessario per fruire del servizio legale, (Art 3 Cost, 2 comma);  e non come categoria chiusa di ricchi e poveri , occorre valutare con relatività lo stato di non abbienza, non solo ancorandolo ad elementi oggettivi di reddito, ma anche al mutare della situazione economica e dei costi raggiunti dall’attività giudiziaria.do  In sede civile, la parte che non ha i mezzi per far fronte autonomamente alle spese processuali fa richiesta di gratuito patrocinio e sceglie un avvocato di sua fiducia, che poi sarà retribuito dallo Stato.
Il difensore d’ufficio, in ambito penale, garantisce sempre il diritto alla difesa in un processo.
Qualora durante un procedimento giudiziario un imputato non  provveda a nominare un proprio difensore di fiducia , l’autorità giudiziaria   provvede essa stessa a nominare un avvocato  e garantire il diritto di difesa.
Il difensore d’ufficio è un avvocato iscritto in un albo professionale forense, ed è scelto dall’autorità giudiziaria (giudice o PM) o dalla polizia giudiziaria sulla base di appositi elenchi;  il difensore d’ufficio ha l’obbligo di prestare il suo patrocinio.

Dispositivo dell’art. 98 Codice di procedura penale, recita:
“L’imputato, la persona offesa dal reato, il danneggiato che intende costituirsi parte civile e il responsabile civile possono chiedere di essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato, secondo le norme della legge sul patrocinio dei non abbienti”.

Si vedano anche l’art. 31 disp. att. e la l. 30 luglio 1990, n. 217 relativa all’istituzione del patrocinio a spese dello Stato per i non abbienti come da ultimo modificato dall’art. 2, l. 2 marzo 2001, n. 134: «Art. 1. Istituzione del patrocinio (…).
Nel processo penale a carico di minorenni, quando l’interessato non vi abbia provveduto, l’autorità procedente nomina un difensore cui è corrisposto il compenso nella misura e secondo le modalità previste dalla legge.  

Competenze

1. Psicologia Forense
5. Comunicazione
2. Diritti Umani
6. Curatela Minorile
3. Divorzi e Separazioni
7. Tutela della Famiglia
4. Diritti delle Donne
8. Questioni Exragiudiziali

1. Psicologia Forense

La psicologia forense è un’area specialistica della psicologia giuridica che si occupa dei processi psicologici relativi ai diversi aspetti della dimensione giuridico-forense. 
La psicologia forense gode del contributo di diverse discipline importanti, quali la criminologia, la psicologia clinica, la psichiatria forense, l’antropologia; essa si serve soprattutto del contributo delle scienze psicologiche che studiano la testimonianza; lo psicologo forense è ausiliario del “Giudice” nel discernimento di un caso.

2. Diritti Umani

I Diritti Umani sono i diritti inalienabili dell’uomo, ossia i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti ad ogni persona per il solo fatto di appartenere al genere umano, indipendentemente dalle origini, appartenenze o luoghi. 
La corrente dottrinaria prevalente, alla quale maggiormente ci si sente di appartenere è la giusnaturalistica, che ritiene i Diritti umani essere diritti naturali, ossia spettanti all’uomo in quanto individuo, per cui lo Stato può e deve unicamente riconoscerli e garantirli.

3. Divorzi e Separazioni

La separazione si distingue in consensuale e giudiziale, a seconda che si riesca ad ottenere un accordo, oppure permane una situazione conflittuale, pertanto, è d’obbligo la presenza del legale e sarà la decisione del Giudice (sentenza) a stabilire (con definitività di primo grado di giudizio) le misure di separazione; il divorzio pone fine in via definitiva al rapporto di coniugio; la mediazione familiare è una tecnica che permette l’affronto dei problemi in via extragiudiziale, nel tentativo di trovare accordi di separazione o anche di soluzione dei conflitti e ripresa della convivenza, può essere molto utile nell’affronto di problematiche nascenti da convivenze di fatto, le cui situazioni sono ancor più “sfumate” in ordine a protezioni e riconoscimento di diritti.
La tutela civile della famiglia, nel contesto minorile, si realizza anche con ordini di protezione e eventuali ricorsi al Tribunale per i Minorenni; di qui si pone un problema di competenze diversificate e “gioco” di ruoli tra  il Giudice Ordinario ed il Giudice Minorile.

4. Diritti delle Donne

Il tema dei diritti delle donne si è sviluppato giuridicamente sul finire del XVIII secolo, grazie a testi importanti quale la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina (Déclaration des droits de la femme et de la citoyenne,1791) di Olympe de Gouges. Le donne rivendicavano il riconoscimento dei diritti civili, economici, politici (suffragio femminile), a sostegno della lotta per il miglioramento di tutta la condizione femminile (XX secolo). Ma non tutte le comunità statali votano normative a favore del pieno riconoscimento dei diritti delle donne, in situazioni in cui dilaga violenza e sottomissione delle donne.
La Convenzione di Istanbul è “il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante  (…)  contro qualsiasi forma di violenza“, ed è incentrata sulla prevenzione della violenza domestica, la protezione delle vittime e il perseguimento dei trasgressori. La violenza contro le donne  assurge a grave violazione dei diritti umani.
Occorre valutare la possibilità di interpretare i segni premonitori della “follia” che s’insinua  nei nuclei familiari. 

5. Comunicazione Verbale e Non

E’ da ricercarsi nel linguaggio la definizione di comunicazione verbale,  finalizzata alla trasmissione di informazioni attraverso l’uso di parole/simbolo. Nonostante si pensi spesso che il linguaggio verbale sia il più importante, in realtà non è vero: secondo le ricerche, oltre il 70% della comunicazione è non verbale. La comunicazione non verbale e i gesti possono avere funzioni differenti: esprimere le emozioni (es. il pianto), contribuire alla comunicazione interpersonale . Il Iinguaggio del corpo racchiude una serie di elementi e di aspetti, ciascuno di essi fondamentale per comprendere il messaggio dell’altro: c’è che nella comunicazione non verbale non esistono “regole universali” che ritengono un gesto avere un significato piuttosto che un altro.

6. Curatela Minorile

La conflittualità esistente tra i genitori in alcuni casi può raggiungere livelli talmente elevati da rendere necessario per il figlio   una valutazione di loro totale inadeguatezza.  Così,  sulla base dei diritti di cui è portatore, il legislatore ha valutato la centralità di tali interessi attraverso l’istituto dell‘Ascolto del minore e dunque potrebbe risultare necessario procedere alla nomina di un curatore. Nel  diritto di famiglia numerose sono le previsioni che richiamano la necessità di procedere alla nomina del curatore della persona minore di età, in una serie di situazioni nelle quali si presenta l’esistenza di un conflitto di interessi con il titolare della responsabilità genitoriale.    Ciò vale nei procedimenti di adottabilità, nelle azioni di stato e nei procedimenti c.d. “de potestate”.In particolare per i provvedimenti “de potestate”, ai sensi dell’art. 336 c.c., comma 4, “i genitori e il minore sono assistiti da un difensore”.

7. Tutela della Famiglia

La materia penale applicata al contesto familiare presuppone innanzitutto, sulla base di segni premonitori del disagio, indagini cliniche volte anche ad individuare eventuali situazioni con abusi sessuali veri e falsi. Un ruolo significativo viene svolto dalle forze dell’ordine, coadiuvanti il lavoro dell’avvocato penalista esperto di violenza e maltrattamenti in famiglia, non solo nel garantire la sicurezza dei cittadini e nel mantenere l’ordine pubblico, ma di svolgere i dovuti accertamenti per  assicurare i responsabili di un reato alla giustizia.

8. Questioni Exragiudiziali

 Il problem solving è la capacità di affrontare un problema, analizzarlo e trovare una soluzione. Si tratta di un percorso mentale e pratico di tipo analitico e valutativo, per cui sono essenziali doti come carattere, capacità di comunicazione e di ascolto, e non solo. Il problem solving fa parte di quelle che vengono definite soft skills, ossia le competenze trasversali, grazie alle quali prendere decisioni. La caratteristica principale della procedura stragiudiziale è che, di solito, è sciolta da forme, tempi  e regole rigide. Un modo per ricorrere a tale procedura è la transazione. Si tratta di un accordo che pone fine a una lite in corso o che potrebbe sorgere. E’ importante considerare la possibilità di risolvere la controversia in un contesto extragiudiziale.

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